INPGI: previdenza e adempimenti per chi svolge attività giornalistica autonoma
Pubblichiamo la nota dell’INPGI con cui si sottolinea l’importanza, per i giornalisti autonomi, dell’iscrizione all’Istituto.
2 Oktober 2026

Chi inizia a svolgere attività giornalistica autonoma compie anche un primo passo nella costruzione della propria posizione previdenziale.
L’iscrizione all’INPGI consente infatti di costruire nel tempo il proprio futuro pensionistico attraverso la contribuzione legata all’attività professionale e, in presenza dei requisiti previsti, di accedere alle prestazioni e agli strumenti di welfare della categoria.
Per questo è importante conoscere fin dall’inizio dell’attività professionale gli obblighi di iscrizione, le modalità di versamento dei contributi e le principali scadenze previste.
Chi deve iscriversi all’INPGI
L’iscrizione all’Albo dei giornalisti non comporta automaticamente l’iscrizione all’INPGI.
L’obbligo previdenziale sorge quando il giornalista inizia a svolgere attività giornalistica in forma autonoma o attraverso un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.
Sono tenuti all’iscrizione all’INPGI i giornalisti professionisti, i pubblicisti e i praticanti che svolgono attività giornalistica autonoma, anche contemporaneamente a un’attività di lavoro dipendente.
Rientrano nell’attività giornalistica autonoma, tra le altre, le prestazioni svolte con Partita IVA, con ritenuta d’acconto per attività occasionale, mediante cessione del diritto d’autore o attraverso società o associazioni tra professionisti, nonché l’attività svolta attraverso rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.).
Iscrizione all’INPGI: entro 30 giorni
Il giornalista che inizia a svolgere attività autonoma deve iscriversi all’INPGI entro 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale.
Per i liberi professionisti l’iscrizione può essere effettuata online, accedendo con SPID o CIE all’Area Istanze INPGI: registrazione.inpgi.it.
Per i rapporti di co.co.co., l’iscrizione deve ugualmente avvenire entro 30 giorni dall’inizio del rapporto, ma viene effettuata attraverso il committente. Il giornalista deve consegnare al committente il modulo INPGI ISCR/GIO, debitamente compilato e sottoscritto.
I contributi per chi svolge attività libero-professionale
Sul reddito netto derivante dall’attività giornalistica autonoma è dovuto un contributo soggettivo del 12%. Sulla quota di reddito che supera la soglia annualmente rivalutata – 24.336 euro per il 2026 – l’aliquota è del 14%.
È inoltre dovuto un contributo integrativo del 4% dei corrispettivi lordi, per il quale il giornalista ha diritto di rivalsa nei confronti del committente, oltre al contributo destinato alla copertura della maternità, il cui importo viene determinato annualmente.
Per i giornalisti titolari di un trattamento pensionistico diretto il contributo soggettivo è ridotto del 50%.
Le tre scadenze da ricordare
31 luglio - Versamento del contributo minimo relativo all’anno in corso
30 settembre -Presentazione della comunicazione reddituale relativa ai redditi giornalistici autonomi prodotti nell’anno precedente
31 ottobre - Versamento del saldo contributivo relativo all’anno precedente, con possibilità di rateizzazione
Il contributo minimo può essere versato anche in tre rate anticipate nei mesi di maggio, giugno e luglio.
Il saldo può invece essere corrisposto in un’unica soluzione entro il 31 ottobre oppure in tre rate con scadenza 31 ottobre, 30 novembre e 31 dicembre.
La comunicazione annuale dei redditi
Ogni anno, entro il 30 settembre, i giornalisti che hanno svolto attività giornalistica autonoma nell’anno precedente devono comunicare all’INPGI i relativi redditi, esclusivamente attraverso la procedura telematica dell’Istituto.
L’obbligo riguarda, tra le altre, l’attività svolta con Partita IVA, ritenuta d’acconto, cessione del diritto d’autore e partecipazione in società o associazioni tra professionisti.
Chi ha svolto esclusivamente attività di co.co.co. non deve presentare la comunicazione reddituale, poiché gli adempimenti contributivi relativi a tale rapporto sono a carico del committente.
Attenzione alle scadenze
Il mancato o tardivo versamento dei contributi e l’omessa, tardiva o infedele comunicazione reddituale comportano l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento INPGI.
In caso di tardiva comunicazione reddituale, la sanzione è pari al 5% del contributo soggettivo minimo per ritardi fino a 30 giorni, al 10% dal 31° al 60° giorno, al 15% dal 61° al 90° giorno e al 20% oltre il 90° giorno.
Per informazioni, modulistica, valori contributivi aggiornati e procedure online è possibile consultare www.inpgi.it.


