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Carta dei doveri dell'informazione economica e finanziaria: pubblicato il nuovo testo

27 Luglio 2018

 

La Carta ha aggiornato il testo precedente, approvato nel 2005 e revisionato nel 2007, e tiene conto delle norme introdotte dalla regolamentazione europea in materia di abusi di mercato. Il Regolamento Ue 596/2014, sulla cosiddetta Mar, Market abuse regulation, entrato in vigore il 3 luglio 2016, fissa norme precise a cui devono attenersi tutti i giornalisti anche se si occupano di informazione finanziaria in maniera occasionale.

Il nuovo testo recepisce i mutamenti che sono intervenuti con la crescita di Internet anche nell’informazione economica e detta norme molto stringenti nella verifica delle fonti. La Consob, che è l’autorità che in Italia vigila sui mercati e le società quotate, nel maggio del 2017, mentre il Cnog era in proroga in attesa della miniriforma varata dal Governo, ha sollecitato l’Ordine dei giornalisti, organo di rappresentanza dei giornalisti italiani, a provvedere all’adeguamento della Carta in linea con le nuove direttive europee, così come avvenuto in tutti i Paesi Ue. Il presidente aveva quindi incaricato il Gruppo di lavoro dell’Informazione economica del Cnog di costituire un tavolo con una delegazione della Consob. In una serie di incontri tra fine maggio e il primo agosto 2017 è stata elaborata una bozza che è stata proposta al nuovo Consiglio nazionale uscito dalle elezioni di ottobre.Il 7 febbraio 2018 la bozza è stata approvata con modifiche dal nuovo Cnog e rinviata alla Consob che è ulteriormente intervenuta sul testo al fine di ottenere il criterio di “equivalenza” previsto dal Regolamento Ue 596/2014. Proprio il criterio di equivalenza consente alla Carta di avere valore di esimente, sottraendo i giornalisti che dovessero incorrere in violazioni previste dalla normativa, a sanzioni pesanti che vanno da 500 mila e 5 milioni di euro. Quindi, salvo i casi di dolo, il giornalista che dovesse violare le norme contenute nella Carta sarà sottoposto al giudizio dei Consigli di disciplina e potrà ricevere una delle sanzioni previste dalla legge 69/193 istitutiva dell’Ordine, quindi avvertimento, censura, sospensione e radiazione.