"Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiani”
6 Marzo 2026

Illustrazione a cura di: Claudio Capellini per IrpiMedia
L’inchiesta segue la pubblicazione di “Voi con queste gonnelline mi provocate” (2024) un’indagine sulle molestie e gli abusi di potere nelle scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine.
Le giornaliste freelance Alessia Bisini, Francesca Candioli, Roberta Cavaglià e Stefania Prandi hanno condotto 100 interviste per indagare il problema della violenza sul lavoro, delle molestie sessuali e delle discriminazioni di genere contro le donne nel giornalismo italiano.
Le testimoni hanno raccontato di avere subito violenza sessuale, tentata violenza sessuale come baci forzati e mani addosso, molestie verbali, ricatti sessuali e discriminazioni di genere. A compiere le molestie e le discriminazioni sono stati, in gran parte dei casi, direttori e caporedattori. A essere colpite, quasi in egual misura, assunte e freelance.
Sono state documentate conseguenze sulla salute mentale di chi ha subito violenze e abusi, tra i quali tentativi di suicidio e un frequente ricorso a psicoterapia e psicofarmaci per arginare il malessere. C’è chi ha cercato di togliersi la vita in seguito a uno stupro in redazione ed è stata ricoverata in ospedale.
Il problema delle molestie sessuali era stato rilevato anche dall’indagine sulle molestie in redazione della Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) nel 2019.
Le molestie sessuali causano interruzioni di carriera, periodi di disoccupazione e perdita di reddito, costringendo chi le subisce a lasciare il lavoro per evitare maltrattamenti.
Una delle fonti ha chiesto a uno studio di consulenti del lavoro di calcolare il danno economico subito a causa di un ricatto sessuale, che le ha fatto perdere nel corso degli anni l’avanzamento di carriera. La cifra, calcolata su 22 anni di lavoro, supera il milione di euro.
C’è una correlazione tra sessismo sul posto di lavoro e il verificarsi di molestie sessuali. Chi vuole usare un linguaggio di genere viene bersagliata. «Mi prendevano in giro perché volevo usare un linguaggio corretto. Mi dicevano che ero una fissata. Le ho provate tutte per sopravvivere» riporta una delle testimoni. Interi articoli declinati al femminile riscritti da capi usando il maschile sovraesteso, nonostante le carte deontologiche appese in redazione. Discussioni continue per un titolo o una foto che non sessualizzasse le intervistate.
“Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiani” è stata realizzata anche grazie a un crowdfunding - con 171 sostenitrici e sostenitori - al supporto della FNSI, dell’Ordine nazionale dei giornalisti, dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte e dell’Ordine dei giornalisti del Trentino.
Ancora una volta, il lavoro è stato svolto con un’impostazione, una metodologia e un’etica di genere, nel pieno rispetto della privacy e dell’anonimato di chi ha deciso di condividere la sua storia in prima persona.
LE AUTRICI DELL’INCHIESTA
Alessia Bisini
Consulente in comunicazione, si occupa di musica, sport e questioni di genere. Ha scritto articoli per testate nazionali e internazionali, come «Lettera43», «TPI – The Post Internazionale», «The Wom», «Prismag», «Jefferson - Lettere sull’America», «Vavel.com». Nel 2022 fonda l’agenzia di comunicazione Busy Press, curando la promozione di progetti musicali, sportivi e corporate. Da marzo 2023 scrive una newsletter mensile: “Let’s Go Girls!”.
Francesca Candioli
Giornalista freelance, si occupa di economia e di inchieste su temi storici e sociali.
Tra le sue collaborazioni: «Corriere della Sera», «Repubblica», «Vanity Fair», «Sport Week», «TPI- The Post Internazionale», «L’Adige», «RaiNews24» e «Radio Città Fujiko». Ha avviato un laboratorio di giornalismo in ospedale, dedicato a pazienti oncologici. Inoltre, ha coordinato un progetto giornalistico in carcere per parlare della nostra Costituzione.
Roberta Cavaglià
Consulente in comunicazione freelance, scrive soprattutto di Europa del Sud (politica, società e ambiente), migrazioni e diritti umani per testate italiane e internazionali come «NiemanLab», «The Guardian», «Domani», «SKYTG24», «Valigia Blu», «La Revue», «Rolling Stone» e «Wired». Da marzo 2023 scrive Ibérica, una newsletter settimanale sull’attualità di Spagna e Portogallo.
Stefania Prandi
Giornalista e fotogiornalista, si occupa di diritti umani, sfruttamento sul lavoro, violenza di genere, ambiente e cultura. Ha collaborato con testate internazionali e nazionali come «The Guardian», «Al Jazeera», «El País», «Radiotelevisione svizzera», «IrpiMedia». Ha scritto quattro libri: Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo (Settenove), Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta (Settenove), Le madri lontane (People), Agro Punjab. Lo sfruttamento dei sikh nelle campagne di Latina (Nottetempo). Le sue fotografie sono state esposte in sale museali, scuole, università e biblioteche in Italia e in Europa. Ha vinto riconoscimenti e premi in Italia, Svizzera, Germania, Belgio e Stati Uniti. Tra questi: Premio Vergani; Premio Vero; Fetisov Journalism Awards; Henri Nannen Prize; Otto Brenner Prize. Fa parte dell’associazione GiULiA (GIornaliste Unite LIbere Autonome).


