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07/12/2022
Una panchina bianca per la libertà di informazione anche a Bolzano/Eine weiße Bank für die Informationsfreiheit auch in Bozen

Venerdì 16 dicembre alle 10 l'inaugurazione in Piazza del Grano nell'ambito dei 50 anni dell'Ordine del Trentino Alto Adige/Südtirol
Bianca come la pagina che chiunque può riempire. Perché il bianco è coesistenza di tutti i colori, rappresenta il rigore nella ricerca della verità ed era simbolo di cittadinanza nell’antichità.
Anche Bolzano, dopo Trento, ha la sua panchina bianca, un segno tangibile nella città dell’impegno per la libertà di espressione, sancito dall’articolo 21 della Costituzione e per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza di quanti fanno dell’informazione il loro mestiere.
La panchina bianca sarà posta in piazza del Grano e sarà inaugurata venerdì 16 dicembre alle 10 dalle autorità cittadine.
La panchina bianca sarà personalizzata con una targa che reca la seguente frase in tre lingue - italiana, tedesca e ladina:

Tutte/i hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero – art. 21 Costituzione

L'iniziativa rientra nell'ambito delle celebrazioni per i 50 anni dell'Ordine del Trentino Alto Adige/Südtirol che si sono aperte a Trento lo scorso 11 e 12 novembre.
All'inaugurazione, fortemente voluta dal dall’Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige/Südtirol, interverrà la presidente Elisabeth Anna (Lissi) Mair insieme al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi. Per l'occasione saranno presenti anche il segretario del Sindacato regionale dei giornalisti, Rocco Cerone, il presidente dell'Unione nazionale giornalisti pensionati per il Trentino Alto Adige, Giuseppe Sgambellone, la presidente di Assostampa Alto Adige/Südtirol, Diana Benedetti, il portavoce regionale dell'associazione Articolo 21 Roberto Rinaldi, che sostengono l'iniziativa.

Am Freitag, den 16. Dezember um 10 Uhr findet am Kornplatz die Übergabe im Rahmen des 50-jährigen Bestehens der Berufskammer der Journalisten und Journalistinnen Trentino-Südtirol statt.
Weiß wie die Seite, die jeder ausfüllen kann. Denn Weiß ist die Koexistenz aller Farben, steht für Strenge bei der Suche nach Wahrheit und war in der Antike ein Symbol für Bürgersinn.
Nach Trient hat auch Bozen seine Weiße Bank, ein greifbares Zeichen in der Stadt für den Einsatz für die Meinungsfreiheit, die in Artikel 21 der Verfassung verankert ist, und für die Verteidigung der Autonomie und Unabhängigkeit derjenigen eintritt, die die Information zu ihrem Beruf machen.

Die Weiße Bank wird am Freitag, dem 16. Dezember, um 10 Uhr von der städtischen Behörde am Kornplatz in Bozen übergeben.
Die Weiße Bank trägt eine Plakette mit folgendem Satz in den drei Landessprachen:  Italienisch, Deutsch und Ladinisch:

Alle haben das Recht, die eigenen Gedanken frei zu äußern – art. 21 Verfassung

Die Initiative ist Teil der Feierlichkeiten zum 50-jährigen Bestehen der Journalistenkammer Trentino Alto Adige/Südtirol, die am 11. und 12. November in Trient stattgefunden haben.

An der Übergabe, die auf Wunsch der Journalistenkammer Trentino Alto Adige/Südtirol erfolgt ist,  werden deren Präsidentin Elisabeth Anna (Lissi) Mair und der Bozner Bürgermeister Renzo Caramaschi teilnehmen. Ebenfalls anwesend sind: der Sekretär der regionalen Journalistengewerkschaft, Rocco Cerone, der Präsident der regionalen Rentnergewerkschaft, Giuseppe Sgambellone, die Präsidentin der Südtiroler Pressevereinigung, Diana Benedetti, und der regionale Sprecher des Vereins Articolo 21, Roberto Rinaldi, die die Initiative unterstützen.

06/12/2022
Addio al “grande vecchio” del giornalismo trentino. A Mario Antolini “Muson” che se ne è andato nel sonno a 102 anni compiuti il 19 giugno

Domenica sera aveva inviato, via Facebook, un ultimo messaggio ai suoi 1098 follower con i quali intratteneva da anni un fitto dialogo. Mario Antolini era ospite della casa di riposo a Spiazzo Rendena. Vi era arrivato qualche settimana fa dopo un intervento al femore. “Sarebbe dovuto tornare nella sua abitazione, a Saone, lunedì prossimo”, racconta il figlio Flavio.
Scampato all’atomica, in Giappone, nell’estate del 1945, il “grande vecchio” si era laureato in lingue orientali a Napoli. Quando si infervorava (“perché sono irascibile e geloso della mia libertà di pensiero e di azione”) il suo amico Ezio Scalfi, indimenticato professore e letterato di Tione, diceva serafico: “El Mario lasélo stàr che el ghà la bomba atomica ‘n tél cò”. Lasciatelo stare perché ha l’atomica in testa. Non era solo un modo di dire. 

Mario Antolini “Musòn” (teneva al patronimico, lo “scotùn” di famiglia, più che al cognome) si trovava a 80 chilometri da Nagasaki, in Giappone, quando, il 9 agosto 1945, fu sganciata da un aereo degli Stati Uniti la bomba atomica che causò la morte di almeno 60mila persone, subito; di altre decine di migliaia negli anni a seguire.

Raccontava: “Di quella scoppiata tre giorni prima a Hiroshima non avevamo saputo nulla. Della seconda, su Nagasaki, fummo informati solo dieci giorni dopo perché l’imperatore aveva accettato la resa. Nel mese di aprile del 1945 tutti gli stranieri presenti in Giappone erano stati smistati in vari campi di concentramento. Io e i miei compagni fummo mandati in una stretta valle dove rimanemmo confinati fino alla fine di settembre del 1945”.

Decano dei giornalisti della regione, Mario Antolini aveva cominciato a scrivere per i giornali 74 anni fa e non ha più smesso. Fino all’altro ieri. Per otto ore al giorno pigiava sui tasti del computer per raccontare le Giudicarie come i grandi viaggiatori dell’ultimo secolo. A cominciare da Aldo Gorfer (1921-1996) che lo aveva “arruolato” nell’autunno del 1947 per fargli proseguire la rubrica che aveva appena ideato per le pagine del suo giornale, l’Adige: “Il piccolo mondo di Rendena”. Ha scritto e collaborato con tutti i giornali della regione, compreso il settimanale “Vita Trentina”.

Legatissimo alle valli Giudicarie, sulle quali ha pubblicato una decina di libri e ne ha curati un centinaio, ha fondato quasi tutti i bollettini comunali di quel comprensorio, poi comunità di valle. Con Basilio Mosca e altri otto fu tra i fondatori del “Centro Studi Judicaria”, avviato nel 1982: “L’autonomia sen noi, col nos dialèt”.

Figlio di un tipografo (il nonno Basilio e lo zio Quirino avevano acquistato una tipografia nel 1880), dopo la scuola dell’obbligo Mario Antolini “Musòn” fu mandato a Milano dal papà Alfredo perché imparasse l’arte tipografica. I Salesiani garantivano un corso di tre anni. A 15 anni disse a casa che voleva farsi missionario. Finito il ginnasio, a Ivrea, domandò ai Salesiani di mandarlo il più lontano possibile. Il 18 ottobre 1939, con un gruppo di altri undici, salpò da Venezia sul “Conte verde” e arrivò a Tokio il 21 novembre. In Europa era già scoppiata la seconda guerra mondiale.

Nella capitale del Giappone, Mario Antolini frequentò i tre anni di liceo, naturalmente in lingua giapponese e non fu proprio una passeggiata. 

Scampato all’atomica, liberato dal campo di concentramento e tornato nella comunità Salesiana, Mario Antolini scampò a un altro disastro. Un tifone “el n’ha batù giò el collegio. Mi me son salvà perché zinque minuti prima son nà en tel rifugio antiaereo che era sta parecià (preparato) per la guerra”.

Finiti i tre anni di prova, tornò a Tokio. Da qui i Salesiani lo spedirono in Italia. E fu mandato a casa. L’ultima lettera della famiglia gli era pervenuta nel giugno del 1940. Poi, fino al febbraio del 1946, nessun messaggio. Solo allora apprese che due fratelli erano stati internati nei lager in Germania. “Ma della seconda guerra mondiale non avevo mai saputo niente”.

Tornò a Tione alla fine di maggio del 1947. Aveva indosso il puro vestito e in tasca il solo diploma di quinta elementare. Fu un ritorno inatteso. Nella bigotta comunità del tempo fece scalpore che “el Mario l’avessa tacà su la telàra”. Suo papà, sbrigativo, gli disse solo: “Dimóstreme chi che no te se’ ‘n àsen”. Arrivato il mercoledì, il venerdì mattina alle 8 aveva già la “telàra” da operaio, mandato “en tipografia a laoràr”.

Da privatista conseguì il diploma delle Magistrali (1949) e poiché aveva esercitato per anni la lingua giapponese e praticava poco l’italiano, fu costretto a giurare alla commissione d’esame che, se fosse stato promosso, non avrebbe mai fatto l’insegnante. Si laureò a Napoli (1953) in lingue orientali. 

Nel 1955, dopo aver preparato all’esame due giovani maestre di Tione, fece il concorso magistrale pure lui e lo vinse. Gina Tessadri, che aveva sposato nel 1956, lo aveva ammonito: “Se te metti su famiglia bisognerà che te pensi anca al 27”. Fu così che diventò Maestro. Gina gli ha dato due figli: Flavio e Sabrina. Se ne è andata nel 2010.

L’aveva conosciuta per caso, a Trento, dopo aver perso la corriera per Tione.

Anche lei era scampata fortunosamente alla guerra. Segretaria del direttore della Cassa Malati, quando il 2 settembre 1943 ci fu il bombardamento della Portèla, la Gina aveva lasciato da pochi minuti l’ufficio per andare a casa, nel rione di San Martino, a mangiare un boccone. Tornò di corsa verso piazza Santa Maria e trovò il suo principale, morto, riverso sulla scrivania. Quel giorno le vittime furono 193.

Mario Antolini raccontava questi episodi da navigato cronista, lucido come un ventenne. Rammentava date, nomi, luoghi come se avesse un computer nel “cò” (nella testa).

“Per me è tutto incomprensibile: scrivo gli articoli di getto, lavoro senza ociài, no son mai strach”. Fino all’altro ieri padroneggiava internet e i social network meglio di un nativo digitale. “Ma dovén esser noi che ghe va dént, che ghe méte dent le robe. No lassàrne ciapàr dai altri. Son mi che l’uso, no voi farme usar da Facebook”.

Addio, “Musòn”, grande maestro di giornalismo.

(pubblicato sul quotidiano "il T")

Alberto Folgheraiter

02/12/2022
PEC (domicilio digitale): obbligo di legge per tutti gli iscritti

La Posta Elettronica Certificata (domicilio digitale) è un obbligo di legge (legge 2/2009) per tutti gli iscritti ad un Ordine professionale.
Ogni giornalista è pertanto obbligato ad attivarla e a comunicare l’indirizzo all’Ordine.

Con l’entrata in vigore della Legge n. 120/2020 di conversione del Decreto Legge n. 76/2020 in tema di Misure urgenti per la semplificazione e innovazione digitale, è stata introdotta la sanzione della sospensione per gli iscritti agli Albi professionali che non abbiano attivato e comunicato al proprio Ordine il proprio domicilio digitale tale indirizzo.

Ricordiamo che la PEC è attivabile con qualsiasi gestore abilitato, il cui elenco è consultabile qui

Segnaliamo l’opportunità offerta dal Consiglio nazionale dell’Ordine, che ha sottoscritto una convenzione con la società Namirial per il rilascio della PEC ai giornalisti. Clicca qui per accedere alla convenzione.
  

Una volta attivato l'indirizzo Pec è necessario comunicarlo all'Ordine, scrivendo a segreteria@odgtaa.it o via pec a odg.pec@giornalistitaa.it.

02/12/2022
31 dicembre 2022 SCADENZA TRIENNIO FORMATIVO

Il 31 dicembre scade il triennio formativo 2020-2022, termine entro il quale dovranno essere acquisiti i crediti previsti. Ricordiamo che, come da Regolamento non sarà più possibile recuperare i crediti mancanti dopo il 31 dicembre.

Gli iscritti all’Albo da meno di 30 anni devono acquisire 60 crediti di cui almeno 20 deontologici;
i crediti sono invece ridotti a 20, di cui almeno 10 deontologici, per gli iscritti all’Albo da più di 30 anni.
I giornalisti pensionati sono tenuti all’obbligo formativo solo se in attività. 

Invitiamo a verificare che il target dei crediti previsto (60 o 20 crediti) sia stato effettivamente raggiunto, poiché, in alcuni casi, la piattaforma segnala erroneamente "Raggiunto il target nel periodo formativo 2020 - 2022" anche se il numero dei crediti acquisiti è inferiore al target. 

Ricordiamo a chi non l'avesse ancora fatto che per seguire i corsi è necessario registrarsi alla piattaforma www.formazionegiornalisti.it (QUI la procedura da seguire). 

28/11/2022

Nell’indagine promossa dall’Ordine dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol la fotografia di una professione che sconta le conseguenze di una crisi economica e di una graduale perdita di autorevolezza e prestigio sociale. L’allarme lanciato nei commenti di chi è precario: di solo giornalismo non si vive più. Un mestiere che però è ancora capace di attirare i giovani e di appassionare chi lo esercita.
I dati presentati in occasione del convegno per i 50 dell’Ordine regionale. La presidente Mair: «C'è un grande bisogno di informazione attendibile e non superficiale. Una società si misura anche sullo spazio e la protezione della pluralità delle voci dell'informazione».

28/11/2022
Una panchina bianca per la libertà di informazione

In occasione delle celebrazioni per i 50 anni dalla sua istituzione, l’Ordine dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha inaugurato in Piazza Dante, proprio di fronte al Palazzo della Regione e a quello della Provincia autonoma di Trento, una panchina bianca per la libertà di informazione.
Realizzata con la collaborazione dell’Ufficio parchi e giardini del Comune di Trento e con il contributo artistico dell’associazione culturale Studio d’arte Andromeda di Trento, la panchina riporta l’incipit dell’articolo 21, uno dei passi fondamentali della carta costitutiva che rivendicano la libertà della professione giornalistica. Il colore bianco è stato scelto per rappresentare idealmente lo spazio aperto e libero di una pagina che ancora deve essere scritta. Un invito alla libertà di espressione che non deve subire censure e vincoli. Il colore blu con cui è riportata la Costituzione – oltre a richiamare il colore dell’Ordine – ricorda l’inchiostro, strumento del mestiere dei giornalisti ma anche simbolo di intelletto, verità, fedeltà, costanza, profondità: principi che animano la professione giornalistica.

17/10/2022

Due giorni di iniziative, momenti di formazione e di riflessione sulla professione che cambia, in occasione dei 50 anni dell'Ordine regionale.

29/09/2022
50 anni del Sindacato Giornalisti Trentino Alto Adige

Leggi qui il comunicato di Articolo 21

17/09/2022
Nuove convenzioni per gli iscritti all'Ordine

L'Ordine nazionale dei giornalisti ha attivato due nuove convenzioni per gli iscritti all'Ordine: con Italo e con le linee Alilauro.
Informazioni sul sito del Consiglio nazionale.

14/09/2022
Due iniziative tra Trento e Napoli per denunciare nuove repressioni russe contro giornalisti